Qualche giorno fa, una studentessa che ha iniziato a leggere il libro di Marco Malvaldi “La briscola in cinque”, mi ha chiesto quali fossero le regole della briscola. Improvvisamente sono riaffiorati nella mia mente tanti ricordi.
Sento ancora l’odore di caffè e di fumo dei bar negli angoli della piazza principale dei paesini della Maremma. Quei bar erano un posto magico e misterioso perché c’erano loro: i vecchietti del paese, i maestri della briscola.
Il loro motto era: “Per la briscola servono tre cose: memoria, pazienza e una faccia di bronzo”. Non si capiva mai quando avevano l’Asso in mano, perché gli avversari non dovevano accorgersene.
Il seme di briscola: era la carta che il mazziere scopriva. Bastoni, Coppe, Spade o Denari: tutti guardavano subito le proprie carte per vedere se avessero quel seme fortunato.
I carichi: L’Asso e il Tre erano le carte più preziose. Custodite come gioielli per fare il massimo dei punti.
I segni segreti: questa era la parte più divertente. Durante le partite si scambiavano messaggi senza parlare: un piccolo movimento delle labbra per l’Asso, un occhiolino veloce quando non avevano nessuna briscola. Sembravano agenti segreti in missione.
Ricordo ancora le discussioni: “Ma perché non sei andato liscio?”,”Ti avevo fatto segno che avevo il Tre!”, “Perché non hai giocato quella carta?!” Sembravano nemici, pronti a non parlarsi mai più. Eppure, un minuto dopo, li vedevi ordinare un altro giro di “bianchino” e ridere come se nulla fosse. Ancora oggi, quando passo davanti a un bar di provincia e li vedo seduti al tavolo, sorrido. Quei vecchietti mi hanno insegnato che la vita è come una partita a briscola: non importa se hai carte brutte o belle, l’importante è come decidi di giocarle e, soprattutto, con chi decidi di condividerle. Virginia di Poggiobono
Glossario per lo studente
Faccia di bronzo: espressione che indica una persona che non mostra emozioni o che è molto
audace.
Seme: il simbolo delle carte (denari, coppe, spade o bastoni).
Mazziere: la persona che distribuisce le carte del mazzo (l’insieme di tutte le 40 carte usate per
giocare).
Occhiolino: chiudere e riaprire un solo occhio velocemente per fare un segnale.
Liscio: nel gioco della briscola, una carta che non ha valore (0 punti).
Bianchino: modo colloquiale per indicare un bicchiere di vino bianco

Poggiobono in Maremma non è un solo corso di lingua ma è un’esperienza di vita. Immagina di:
- Fare colazione con cappuccino e cornetto parlando in italiano.
- Passeggiare tra le piazze e i piccoli borghi toscani.
- Visitare la Maremma, il cuore verde della Toscana.
- Cenare insieme e scoprire i segreti della cucina toscana.
- E perché no… giocare una partita a briscola come i veri italiani!
Stare a casa dell’insegnante significa parlare italiano tutto il giorno, in modonaturale e spontaneo. È il modo più efficace per migliorare rapidamente e sentirsi parte della cultura italiana. Continua qui.
Visita Poggiobono.it
